Dario Fo e Franca Rame su Satyricon (2001)

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Luttazzi, la sinistra e il mondo capovolto

di Dario Fo e Franca Rame (28 marzo 2001)

Un bel mondo a rovescio questo, dove la sinistra si rifiuta di fare campagna elettorale e tocca ai comici di sostituirla. Chi ha avuto il coraggio di fare informazione vera in tv, portando gli atti dei processi contro Berlusconi? Daniele Luttazzi.

Duole dirlo, ma ha più palle lui di 400 giornalisti di sinistra medi e mediomassimi! Per spiegarci meglio, avete visto come intervistavano Berlusconi a Porta a porta? Mancava poco che il Vespa gli facesse vento e strisciasse ai suoi piedi per leccarglieli un po’.

In effetti a leggere i giornali mica si capisce bene cosa ha detto il Luttazzi. Allora a beneficio degli assenti riassumiamo. Egli ha invitato alla sua trasmissione, che va in onda in seconda serata sulla seconda rete, tale Marco Travaglio, giornalista di Repubblica, il quale, unitamente a talaltro Elio Veltri, ha avuto il fegato, tipicamente italico, di scrivere un libro intitolato L’odore dei soldi. Sottotitolo: Origini e misteri delle fortune di Silvio Berlusconi. In questo libro si raccolgono atti giudiziari contro il leader di Forza Italia e soci e l’intervista al giudice Paolo Borsellino, persona stimatissima e onesta che tra l’altro simpatizzava per la destra, il quale, poco prima di essere ammazzato, racconta che sta indagando su rapporti poco chiari tra l’entourage di Berlusconi e la mafia.

Nel libro notansi anche che presso il Berlusconi lavorava un noto boss mafioso nella umile veste di stalliere della villa di Arcore. Nel libro parlansi anche di molti miliardi arrivati alla Fininvest, molte società create in Italia e all’estero, e persino esilaranti interrogatori del Berlusconi nei quali lui si difende in maniera alquanto singolare dall’accusa di irregolarità in atti fiscali. Tutta roba, precisa l’autore, agli atti dei processi. Roba insomma che basta richiederla per poterla leggere. Possibile che nessun altro oltre Luttazzi e gli autori del libro se ne sia accorto?

Ora, vorremmo dire che se negli Usa, che non sono proprio la patria del comunismo, venisse a galla del materiale, della documentazione a dir poco esplosiva su un candidato, di qualunque partito esso sia, voi la trovereste pubblicata in prima pagina su tutti i giornali e telegiornali, a prescindere dal loro colore politico. Si chiama dovere d’informazione. E a volte se ne trova. Tutte queste notizie in Italia invece sono riuscite a passare praticamente inosservate. Non era meglio scriverci queste sui manifesti, invece di riempirli col faccione di Rutelli? Si ha come la sensazione che Berlusconi tenga tutti per i coglioni. E viene da chiedersi come mai si siano chiuse le camere senza che venisse ratificato il trattato con la Svizzera sulle rogatorie delle documentazioni bancarie. Sarebbe stato fondamentale per la conclusione delle inchieste di Mani Pulite. Borrelli ha chiesto al Parlamento di approvare la legge in extremis, ma non è stato ascoltato. E così un altro modo per fare chiarezza è stato vanificato da una coalizione di Governo di centrosinistra che ha la maggioranza e che si avvia sorridendo ad una quanto mai probabile sconfitta elettorale.

(Articolo tratto da Il cacao della domenica, newsletter settimanale di Dario Fo e Franca Rame)

 

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