Capire il genio di Luttazzi da una battuta

di Andrea H Sesta

Il 22 aprile Daniele Luttazzi ha pubblicato sul suo blog un articolo che sarebbe dovuto uscire su GQ Italia. (…) Voglio riflettere su una delle battute più belle che ho trovato nel pezzo. Dico una delle più belle perché, se avete letto il pezzo in questione, starete ancora ridendo per il suo riassunto del “racconto inedito di Aldo Nove”. La battuta è questa:

   Sondaggio: la pena di morte potrebbe rendere più interessante L’isola dei famosi ?

In questa battuta ci sono quattro argomenti, quattro temi di attualità: il primo è il sondaggio, il secondo è la pena di morte, il terzo è “le cose interessanti”, il quarto è il reality show. (…) Quattro temi, uniti da poco più che dei segni di punteggiatura: i due punti, un maiuscolo, il corsivo del titolo del programma e il punto di domanda. (…) Devo farmi aiutare da un dipinto di Mondrian:

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In questo quadro ci sono 5 colori, ma il genio dell’artista, la sua abilità e il periodo storico in cui opera ci permettono di trarre una serie rilevante di considerazioni e ancora più astrazioni: perché c’è così poco giallo? perché il rosso è più del blu? perché una linea orizzontale nera è più spessa delle altre?

La battuta di Luttazzi è esattamente come quel quadro, nel senso che è forse il livello massimo di sintesi che si può ottenere unendo quattro temi. Partiamo dal primo.

Sondaggio

Il primo tema analizzato dalla battuta di DL è la presenza di un certo genere di sondaggi nei quotidiani, è la porta di ingresso per comprendere la battuta, serve da premessa e da cornice per tutto quello che segue.

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Leggendo “sondaggio:” entriamo in un certo modo di fare informazione, non solo online, in cui si pretende di dare voce al pensiero della gente con una semplificazione binaria “scegli tra questi due”. Online i sondaggi vanno di moda, lo sappiamo tutti, perché il sondaggio si può fare in diretta e perché il giornale in questione ne guadagna in termini di pagine visitate. Bene, questa è la tela su cui DL inizia a dipingere.

la pena di morte

Se con il sondaggio iniziamo a capire che la parola è stata data ai lettori, con questa parte della battuta scopriamo il tema del sondaggio. Il tema è di stretta attualità anche per noi: da una veloce ricerca su google scopriamo che nelle ultime due settimane si è parlato di pena di morte diverse volte. Il caso di cui tutti abbiamo sentito parlare sul piano nazionale è il commento del padre di Vanessa (una ragazza uccisa da un’altra persona in metropolitana a Roma): “Quelle foto (pubblicate su facebook dall’assassina mentre era in libertà vigilata e ora tornata in carcere, ndr) sono state una pugnalata: Doina ha ucciso mia figlia con crudeltà, ci vuole la pena di morte.”

Il tema “pena di morte”, insomma, aleggia ancora nell’agenda mediatica. Intanto come lettori salendo su una scala, il sondaggio ci sta chiedendo un’opinione, e ce la sta chiedendo su un argomento abbastanza spinoso… Iniziamo ad agitarci.

rendere più interessante

Qui l’autore getta benzina sul fuoco: leggendo il primo pensiero è “cosa potrebbe essere reso più interessante dalla pena di morte?”… e la risposta non tarda ad arrivare.

L’isola del famosi

Scatta la risata. Si ride per quattro motivi:

  1. L’anticlimax tra pena di morte (pensata per delitti gravi, o comunque per un comportamento crudele) e reality show, che per quanto possa essere squallido non può certo portare i concorrenti a rischiare la loro vita deliberatamente.
  2. Un giornale farebbe un sondaggio con queste premesse? Ci rispondiamo di sì e ridiamo.
  3. Il pubblico risponderebbe a un sondaggio così? Ci rispondiamo di sì ancora e ridiamo.
  4. Il potrebbe! Questo altro anticlimax è straordinario perché si svolge nella mente del lettore e solo in un secondo momento. Si ride del dislivello tra una situazione definitiva e totale, “la morte”, e il dubbio della sua efficacia per rialzare l’audience di un reality show… In un mondo ipotetico, la pena di morte potrebbe alzare il numero di spettatori, in questo caso l’espediente macabro sarebbe stato utile, ma cosa succederebbe se invece nemmeno la morte potesse risolleva L’isola del Famosi dal suo tragico destino?

Purtroppo non conosceremo mai le risposte a questo sondaggio, principalmente perché non esistono, e in seconda istanza perché DL non scriverà sul prossimo numero di GQ Italia, almeno con queste premesse.

Nella battuta seguente ci sono due chicche niente male, che vorrei farvi notare.

   Nuove paure metropolitane. # 4: paura dei denti di un pettine.

Due risate, la prima è in evidenza: esiste una definizione per ogni paura e ora l’uomo moderno è così nevrotico da avere paura anche di un pettine. Se a questo aggiungiamo il legame tematico pettine-capelli-calvizie-mascolinità-impotenza, la battuta ci appare in tutta la sua profondità.

Ma c’è un grande non detto di questa battuta, che destabilizza il lettore non solo con l’ironia ma anche con una trappola nascosta alla luce del sole: i denti (che non a caso vengono mostrati quando si ride)… Qui DL sta facendo riferimento al tema della “vagina dentata” di Freud, cioè all’ansia da castrazione maschile. Ed ecco che il tema dei capelli-mascolinità-calvizie-impotenza ritorna. Ed ecco che DL ha nascosto sotto i nostri occhi un dettaglio lugubre e splatter, ma anche un riferimento psicanalitico. E tutto questo in 9 parole.

Un genio, dunque.

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