Scanzi e la sua Epic Fail – il dossier

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La recente autopsia del non-giornalismo di Andrea Scanzi eseguita da Daniele Luttazzi ce ne ha mostrato finalmente le interiora: kitsch sentimentale, il necrologio come modello, e tre trucchetti da blogger (sfottò, petizione di principio e fallacia ad hominem) indegni di ogni giornalista che voglia essere preso sul serio.

Scanzi non l’ha presa bene, il sangue gli è andato alla testa e la fretta lo ha tradito: invece di contro-argomentare nel merito, ha usato di nuovo modello e trucchetti ormai noti, concludendo con un appello a Luttazzi (“studia di meno”) che è un’apologia dell’ignoranza e una patente ammissione di incompetenza.

Luttazzi, dopo avere letto la non-replica di Scanzi, scrive questo e gli fa notare qualcosa di interessante a proposito del plagio:

La Moratti è l’idea che una parrucchiera ha di un ministro. (Luttazzi 2005)

Dolcenera è l’idea che i Puffi hanno di Morgan. (Scanzi, 2012)

Ora ci starebbe proprio bene l’iracondo Emilio Fede con il suo celebre “che figura di merda”.

In molti hanno commentato i testi di Luttazzi e le non-repliche scanziane. Ne proponiamo un dossier.

Cronologia

28 gennaio Perché quella di Grillo non sarà più satira  (Luttazzi)

30 gennaio Pace alla satira sua – la crisi di un genere (Scanzi)

2 febbraio Andrea Scanzi e il problema del kitsch sentimentale  (Luttazzi)

3 febbraio Caro Luttazzi, frigna di meno e torna in teatro se ce la fai (Scanzi)

3 febbraio (5 minuti dopo!) Sulla non replica (Luttazzi)

4 febbraio Studia di meno e vivi di più (Scanzi)

Commenti

Re: Perché quella di Grillo non sarà più satira

E oggi (7 febbraio, ndr) Scanzi critica Grillo che è intervenuto a modificare scelte di M5S sul Cirinnà. Quindi Luttazzi aveva ragione: Grillo mentiva quando disse che si faceva da parte. MA SCANZI QUESTO SI DIMENTICA ACCURATAMENTE DI DIRLO. #scanziridicolo

Come se non bastasse, oggi Scanzi chiude il pezzo con un “plagio” da Grillo. Che a sua volta aveva plagiato Fortebraccio. Che a sua volta aveva plagiato Churchill. Ecco la sequenza:

Un taxi vuoto si è fermato davanti al n. 10 di Downing Street. Ne è sceso Attlee. (Winston Churchill, 1951)

L’autista aprì la portiera e dall’auto blu non scese nessuno. Era Nicolazzi. (Fortebraccio 1972)

Hanno bussato alla porta e non c’era nessuno. Era Renzi. (Grillo, 2012)

Col paradosso di fare un favore a nessuno. Cioè ad Alfano. (Scanzi 2016)

Re: Scanzi e il problema del kitsch sentimentale

L’ho letto cinque volte, siamo al ritratto in cornice arabescata, io stesso che sono uno sbruffone non vorrei sentirmi costretto a rispondere a un’invettiva così spiraloidea, anche se mi piacerebbe da morire essere insultato con tanta grazia. E’ sempre un dispiacere sapere Luttazzi lontano dai media popolari.

Grazie per esserci Daniele. La tua assenza è assordante, i tuoi testi urticanti e disinfettanti sarebbero una medicina potente in questo malato e maleodorante teatrino in cui si trova l’Italia da anni. E per questa mancanza, sono d’accordo con te, c’è una sola parola ed è “censura”. In questo ipocrita e depredato Paese ci sono troppe cose che non si possono dire, troppi interessi politici, economici, morali, le persone devono essere tenuto all’oscuro, non bisogna riflettere, non bisogna capire, si deve restare mediamente ignoranti per non disturbare il manovratore di turno, a sua volta manovrato. La satira è stata addomesticata, si vuole la battutina che sia come un buffetto sulla guancia e non come un uppercut allo stomaco, non si deve mai far apparire la realtà.

Luttazzi ha espresso esattamente il mio pensiero su Scanzi, ma l’ha fatto meglio e in modo più interessante e approfondito di come l’avrei fatto io. Questa è la definizione di artista.

(Aldo Ricci) pezzo geniale… una lectio magistralis sulla satira italiota ma anche italiana… quest’ultima nel senso nobile del termine… augurandoci tutti noi di poterti rivedere in tv… come desideri & meriti…

A furia di affaticarsi 24h/24 a scansare camionate di fuffa propagandistica, quando si incontra uno come Luttazzi – lucido e tagliente nel definire cosa è la satira e cosa è Scanzi – si rimane per un po’ come quando al buio si crede che ci sia uno scalino che invece non c’è! Una specie di vuoto d’aria: la endemica carenza di cultura, coraggio e schiettezza dei nostri tempi raggela per un attimo la mente. E’ vero! C’era un tempo in cui almeno il 50% della gente che scriveva aveva qualcosa da dire, d’accordo o no che si fosse! La noia di leggere mezzecalzette che si danno l’aria di luminari ormai ci ha quasi fatto dimenticare che, in un mondo “normale” , il confronto politico “ha senso”, che la dialettica delle posizioni “è sana e fa bene”! Grazie Luttazzino, lavoro ben fatto ( per il “ben pagato” devi pregare che i trascrittori di volantini di propaganda come Scanzi lascino spazio ai veri giornalisti!).

Certo, della gente in grado di capire Luttazzi sarebbe meno facile da inculare. A molti conviene censurarlo, specialmente giornalisti. La sua è dialettica non retorica, suffragata da competenze di logica e olimpica pazienza. Vorrei le avessimo tutti.

(Francesco Baccini) Luttazzi è un grande. Punto. L’Italia è un Paese di codardi lecchini. Stop.

Critici antichi e presenti di Scanzi, ritiratevi in buon ordine. Non è più necessario commentare i suoi “problematici” pezzi giornalistici. Ci ha pensato Luttazzi con questo articolo, che descrive al meglio tutti i difetti del prode tuttologo, rottamato a dovere, unitamente alla sua insopportabile prosopopea e presunta penna d’avanguardia. Grande Daniele e grazie.

Che bello leggere ogni tanto un pezzo scritto in italiano, con costrutti e un vocabolario decisamente diversi dal lessico imbarazzante, semplicistico e spesso sgrammaticato di questi tempi, frutto del processo di standardizzazione alla mediocrità in atto, trasversale alla politica, alla stampa e alla scuola. La satira è forse uno dei pochi baluardi rimasti nel disfacimento culturale dell’Italia, e proprio per questo contrastata dal potere degli idioti del tweet. E’ quando resto fulminato dalle parole di Luttazzi che realizzo in quale deserto dell’intelligenza ci ha abbandonato il potere e la sua censura.

Luttazzi, crudele!, ha appena distrutto i due vagoncini del trenino di Scanzi: però non si fa così, l’è piccino e gli garbava di molto.

Luttazzi è persona di tale intelligenza e integrità che fa perfino strano leggerlo nella povera Italia di oggi. Ne avremmo bisogno come dell’ossigeno, di intellettuali come lui. (Sì, ho detto intellettuale. Problemi? Nel caso, cercatevi qualche sua intervista…)

…se poi a rispondere a Scanzi è l’uomo satirico più tagliente d’Italia, altro che “ti fa nero”! – t’incenerisce, specie se quello che dice è supportato da argomentazioni puntuali e chiare 😉 si sente la mancanza.. di voci come Luttazzi. da troppo tempo.

Vorrei tanto che Luttazzi tornasse in televisione. L’ho visto qualche anno fa al Colosseo di Torino ed è stato catartico e divertentissimo. Una liberazione ridere per lui e per una parte di spettatori che si vergognavano a ridere delle sue sconcezze. Daniele un saluto affettuoso.

Jordie, hai capito male. Luttazzi non ha difeso Benigni e la sua posizione specifica in merito al referendum, ma la sua, e di tutti, facoltà di avere una posizione coerente con il proprio sentire del momento, non con quello che Scanzi ritiene debba essere un debito di coerenza con il passato. Berlinguer non c’è più e lei non sa con chi o con cosa sarebbe d’accordo oggi. La tua è una petizione di principio proprio come quella di Scanzi.

Re: Sulla non replica

Leggendo la risposta di Luttazzi a Scanzi mi è apparsa l’immagine di Anthony Hopkins che, sfogliando il questionario, chiede a Jodie Foster: “E tu vorresti sezionarmi con questo strumento spuntato?” Grande intelligenza e troppo tempo libero. Combinazione pericolosa…

Luttazzi è un artista, un fior di intellettuale, un uomo di cultura e micidiale intelligenza. E scrive benissimo perchè pensa benissimo.

Gentile Dott. Scanzi, a onor del vero Luttazzi nella sua replica risponde pienamente nel merito alle sue argomentazioni. In particolare, fa notare a lei e ai lettori che quelle che lei indica come cause della scomparsa della satira dalla tv siano in realtá conseguenze della censura (es. programmi come Zelig o l’autocensura dei comici) o al massimo fattori non determinanti (es. i gusti delle nuove generazioni o il ruolo “minore” della tv). Io credo che lei avrebbe dovuto contro-replicare a queste argomentazioni. Elencare una serie di motivi per cui Luttazzi dovrebbe esserci antipatico non toglie nulla alla forza degli argomenti da lui utilizzati. Lo stesso dicasi della critica che Luttazzi fa della struttura e del contenuto dei suoi articoli. Mettiamola cosí: se domani una persona diversa da Luttazzi la criticasse utilizzando le stesse argomentazioni del comico, lei sarebbe costretto a riscrivere di sana pianta la sua controreplica. Questo vuol dire che è lei a non aver risposto nel merito.

In fondo questa polemica è uno specchio (malandato, fangoso) dei tempi. Chissenefrega degli argomenti, della costruzione delle battute, della teoria della comicità, dello straniamento, della traduzione\tradizione\tradimento, del cambio di contesto che genera nuovo senso. Sono cose difficili, complicate, arrampicate sugli specchi, supercazzole appunto. Fanno ridere le pance, i nomignoli, i capelli. E’ il pop, il trash, il demenziale. Facile che poi ci si siede un po’ e si smette di approfondire. Se basta un rutto a darmi da mangiare perché devo rovinarmi il cervello con cose difficili. Sono le manette che sostituiscono l’etica. La galera che sostituisce l’estetica. Perché guardare un intero filmato se basta il minuto 27,9. Sì ma quello ruba! argomento definitivo. E sta bene su tutto. Spiega la politica, l’amore, l’arte. E’ una categoria interpretativa onnicomprensiva E se qualcuno ti spiega che non ruba è una supercazzola (o ruba a sua insaputa -ridicolo tormentone-). Facile cosi. Sopratutto quando alle lezioni in facoltà si dormiva anziché prendere appunti.

Faccio notare – e mi scuso se magari qualcuno l’ha già fatto – che Scanzi utilizza uno dei trucchetti più biechi e vigliacchi di tutti: elogiare, insultare e poi di nuovo elogiare. Praticamente Scanzi dà del ladro, del vigliacco, dell’immaturo, dell’esaltato presuntuoso arrogante e quasi “malato di mente” (per le sue paranoie e manie persecutorie) a Luttazzi e poi gli dice che c’è bisogno di lui, che deve tornare a teatro, che i suoi articoli sono bellissimi etc etc. Confrontarsi così è da vigliacchi.

Scanzi, Scanzi, Scanzi …. vederti stravolgere il discorso e inventare avverbi è sempre un piacere. 1) Dici che Luttazzi afferma che tu sei il SOLO che crede che le riforme renziane sfascino la Costituzione citando poi Zagrelbesky e altri …. peccato che l’avverbio SOLO nell’articolo di Luttazzi lo hai inventato tu …. mi pare che tutto ciò si chiami “straw man argument” …  2) Se x accusa y di fare propaganda “grillina” (o “vegana” o “interista” o “marziana” o altro), x non sta dicendo che fare propaganda va bene a meno che non sia grillina (o altro) …. questa è elementare logica e comprensione del testo. Mi fermo qui perchè mi è passata pure la voglia di continuare, ma il tuo articolo è pieno zeppo di ragionamenti falsi, conclusioni sgangherate, interpretazioni furbesche; non so se fatte consapevolmente per abbindolare la platea o fatte per mancanza di lucidità.

Scanzi, secondo me dovresti sciacquarti la bocca con l’articolo di Luttazzi. Punto primo, scrive molto meglio di te, e quando sostieni cha la sua prosa sia “criptica, bolsa e sempre più involuta” sei semplicemente ridicolo. Ma ti sei letto? Punto secondo, Luttazzi non ha come pregio solo quello di scrivere “cose molto sensate sulla satira in Italia”: ha sostenuto e sostiene posizioni assolutamente coraggiose sulla libertà di espressione e contro la censura, tant’è che, come lui dice e io gli credo, non va in tv non perché non abbia niente da dire, ma perché le televisioni non si fidano a portarcelo. Ma quanti artisti o giornalisti in Italia – un Paese pieno di autocensurati: a destra, a sinistra, nel M5S – hanno dimostrato in vita propria una tale coerenza? Punto terzo, non hai risposto all’accusa che per te dovrebbe risultare più infamante (in un mondo ideale, certo): che fai propaganda grillina. Ti cito lo stralcio: “Scrive Andrea: “Il satirico si sostituiva al politico (…) e a quel punto c’era chi si fermava prima di diventare politico (Luttazzi, Corrado Guzzanti), chi si fermava a metà (Sabina Guzzanti), e chi si faceva megafono di una protesta trasversalmente condivisa (Grillo).” Ahi ahi ahi, qui il giornalista si fa propagandista grillino. Grillo infatti è un megafono solo su Gaia: in Italia, ha fondato un movimento partitico”. Su questo non dici niente? Sei proprio piccolo piccolo, caro Andrea…

‘Luttazzato’ in maniera irreversibile, la stelluzza di servizio esplode, querula, furiosa di tanto scorno, impotente a ricomporre le sparse ceneri. — Al di là del felice esito disintegrativo e delle acrobatiche convulsioni pentabiliose, non ci sfugge, tuttavia, che la sua orbita-sicaria (Serra, poi Benigni, poi Luttazzi, a ritmo battente) esegua una precisa ‘risoluzione strategica padronale’ verso gli Inosservanti muniti di talento, incubo degli incubi grillici. Comunque, fine tragica, ma sostanzialmente ridicola, di un odiatore seriale.

“Daniele mi accusa di “propaganda grillina”. Attenzione: il suo problema non è che io faccia “propaganda”, cosa ovviamente falsa nonché diffamatoria, ma che (nella sua testa) la faccia a Grillo. Se la facessi a Luttazzi, invece, gli piacerebbe da pazzi”…..No, qui getto la spugna….è completamente illogico……Grillo è Grillo, con gli annessi e i connessi e Luttazzi è Luttazzi. Ma, Scanzie, ha letto e capito davvero quanto Luttazzi ha scritto su Grillo? Ma il passaggio clou è:”Luttazzi detesta Grillo. Lo odia così tanto che, pur di andargli contro, sarebbe persino disposto a dar ragione a Benigni (ops).” Scanzie, Scanzie….

Luttazzi in una riga gli ha spiegato perchè Benigni ha ragione. Skanzie, consumando un mare di parole, ci ha detto che Benigni ha torto perchè la pensa diversamente da lui. Skanzuccio, impara a a scrivere e pure ad argomentare. Potresti cominciare dal Sapegno….

Scanzi sbeffeggia scrivendo che Luttazzi fa “l’analisi logica”. L’analisi logica? Cioè individua soggetto, predicato e complementi?

Vedo che Lei non Ha capito. Benigni ha ragione nella motivazione, indipendentemente dalla sostanza. Se per Benigni la riforma è giusta fa bene a dire sì. Se per Lei è sbagliata fa bene a dire no. Ma partir dal concetto che chi non la pensa come Skanzie è in malafede, sbaglia, ecc, non lo trova un po’ arrogantello? D’altronde è un tratto distintivo dei pentasiderei….

È incredibile. Nonostante Daniele Luttazzi lo abbia sgamato con la sua “analisi logica del testo” (???), il buon Scanzi non riesce a superare lo schema necrofilo del “com’era bravo ieri”/”com’è caduto in basso oggi”, tanto accuratamente esposto dal comico. Proprio non ce la fa.

Scanzi, spiace dirlo, ma dal confronto con Luttazzi esci a pezzi. La sua prosa, elegante e per nulla “contorta”, sovrasta la tua, tutta frizzi e lazzi. E sul piano dei contenuti dimostra di avere argomenti ben diversi dai tuoi, raggiungendo così il risultato di colpirti duramente senza offenderti, cosa che invece fai tu nel perfetto stile del giornale su cui scrivi. Ed è particolarmente felice nel denunciare la tua piaggeria nei confronti dei grillini.

Molto semplice da comprendere: Scanzi vuole delegittimare tutti quegli artisti che non si schierano per la “causa” del Grillo . Ieri toccava a Benigni Jovannotti Zalone e peppa pig. Si salvano praticamente solo gli artisti defunti perché crede di interpretare quale sarebbe il loro pensiero attuale, cioè il suo.

Chi non ha la capacità di rispondere a un ragionamento ne attacca sempre, in modo vile, l’autore. E’ ciò che ha fatto Scanzi.

Il Luttazzi che rubava le battute mi ha fatto lo stesso effetto di Vendola che telefonava amichevolmente ai Riva: delusione totale e perdita di ogni stima del personaggio. E’ quello che succede ad avere come riferimento informativo un programma di giornalismo demenziale d’accatto (le Iene) pagato dall’autore dell’editto bulgaro, lo stesso che ha colpito tra i primi proprio Luttazzi. Magari hai anche creduto che quella di Vannoni fosse una vera cura… per dirne una.

Anche Hicks e Carlin copiavano e reinterpretavano le battute di altri grandi. Le battute sono solo una parte della questione: vanno poi dette, recitate. E infine inserite nel contesto di un qualcosa che intrattenga. Questo mancherà sempre a chi non lo fa di mestiere o, anche lo facesse, non ne è capace: saper tenere la tensione, saper sentire il pubblico. Il repertorio di Luttazzi è smisurato e Scanzi dice “era solo bravino a trasporre”. Sì, buonasera. Far ridere una volta è facile, far ridere per 2 ore di fila su un palco è molto più complicato. Luttazzi quel palco lo calcava lui e sapeva benissimo come farlo.

Tavernello un acido rancoroso che tira in ballo questioni personali che nulla hanno a che vedere con le osservazioni “professionali” prese in considerazione da Daniele nella sua replica.

Luttazzi dice due cose:
– finchè vogliono scegliere cosa può dire e cosa non può dire, in tv non ci torna
– finchè non può tornare in tv, vuole creare un silenzio assordante, unico testo libero che crede gli sia rimasto.

Se Scanzi avesse ragione la sua replica sarebbe molto più breve.

A Sca’, guarda che quello ti sta a pigliare per il c..o, è un professionista della dissacrazione e ti può menare per il naso finchè campi. Praticamente gli stai a fare da spalla.

Sono andato a leggere sul blog di Daniele Luttazzi la sua breve contro-controreplica. Tutt’altro stile, non c’è che dire. Nessun dileggio dell’avversario, ma solo una disamina della controreplica di Scanzi, per evidenziarne il carattere gratuitamente offensivo, finalizzato ad eludere le questioni di merito. Ho colto l’occasione per approfondire la vicenda del presunto plagio (sul blog del comico c’è molto materiale in proposito). Devo dire che le argomentazioni difensive mi sembrano solide e convincenti. Scanzi purtroppo le banalizza e ridicolizza in poche righe, dando per scontato che il suo ex amico sia un plagiatore. Non è questo il modo di informare, caro Scanzi: se sei un il giornalista, devi darci anche le notizie, e non solo il tuo giudizio. Altrimenti dobbiamo crederti per atto di fede e non perché le tue affermazioni sono suffragate dai fatti.

Scanzi , proprio sicuro che sia Luttazzi ad avere l’ossessione per lei e non viceversa?! Guardi che l’intero suo post altro non è che la piena conferma del gioco dei due vagoni, quello che Luttazzi le aveva già smontato. Contento lei… Luttazzi ha semplicemente risposto, argomentando, in merito al tema della satira, nè più nè meno; ed i suoi argomenti sono solidi. A Luttazzi non credo che interessi la notorietà di per sè quanto il poter dire liberamente ciò che scrive, altrimenti se ne sta a casa e stop.

Ieri ho visto Luttazzi che prendeva a sberle Scanzi (e devo dire che ho gradito). Oggi vedo Scanzi che si piglia a sberle da solo, convinto di beccare Luttazzi! 😀 Che dire? Continuate pure così…

Credevo fosse la mia ignoranza a non farmi capire il pezzo di Luttazzi. Avevi ragione.

Lo stile di Scanzi, che fa le pulci a Luttazzi, il seguente:
– “Come hai osato attaccarmi? Il mio articolo era benevolo nei tuoi confronti!” (infatti la vomitata che gli tira addosso poi è sintomo dell’assoluta mancanza di astio nei confronti del comico e testimone dell’assoluto benessere fisiologico del ciclo biliare nel corpo dello Scanzi).
– “Luttazzi scrive male, non è Kubrick, mi ha scritto una prefazione del menga (ma me ne sono accorto solo 13 anni dopo), gli ultimi due libri fanno schifo“. Della serie: quello permaloso è il comico romagnolo.
– “Ti ho rovinato addosso un universo di liquame, ma vedi se puoi tornare a teatro che c’è bisogno di te“: difficile persino ironizzare su un’uscita del genere.

Da estimatore di Luttazzi (non certo fan sfegatato) ho goduto come un riccio alla scoppola inflitta allo Scanzi. La risposta livoroso-malmostosa del toscano è pura poesia. Grazie Daniele!

Scanzi che replica così a Luttazzi è Bombolo che cerca di criticare a pernacchie Otto e mezzo di Fellini. Il bello viene adesso. Scanzi verrà tanato ogni volta a ripetere il suo schemino frusto: necrologio con due vagoncini + sfottò, petizioni di principio e argomenti ad hominem. Luttazzi ha decretato la fine dello scanzismo. Ci credo che a Scanzi je rode. Non ne esce più.

Luttazzi, ci manchi: ci manca quando dicevi una battuta e tiravi un sorriso malizioso reclinando il capo e dicendo “Tranquilli se non l’avete capita, questa arriva con calma”. Ci manca quando non riuscivamo nemmeno a contare quante battute dicevi in un minuto. Ci manca la tua teatralità perché su quel palco ci andavi tu e tu le sapevi dire quelle fottute battute, oh se lo sapevi fare. Ritorna e mostra la differenza che c’è fra lo scrivere battute, e recitarle, e la funzione del corpo del comico e dei suoi tempi. Spiegalo ai battutisti seriali di Twitter. Tu hai una funzione sociale Daniele, altro che social. (M. Pietropoli)

Luttazzi distrugge Scanzi (da ilfangoquotidiano.altervista.org)

Come annunciato dal Fatto Quotidiano, che ieri ha pubblicato la dura (ma sacrosanta ) risposta/critica di Luttazzi agli articoli e al modo di fare “giornalismo” di Scanzi, oggi è arrivata la replica – noi l’abbiamo scherzosamente definita supposta per il tono appunto supponente, e per la pretesa di essere un proiettile, che però finisce per essere solo una innocua  supposta – del sedicente giornalista della pravda grillina. Divertiamo ci un po’:

Luttazzi nella replica si guarda bene dal rispondere nel merito, preferendo dilungarsi sull’analisi logica del testo dell’estensore.

Ma come non risponde? Luttazzi risponde eccome sul tema della “scomparsa della satira”-  affermazione molto assimilabile a quelle tipiche dei critici cinematografici che delirano su “la morte del cinema” o ” la morte del genere western” le quali vengono puntualmente smentite dalla copiosa produzione di film proprio d’autore e western -.  Luttazzi argomenta con estrema chiarezza e nel farlo, ovviamente, parte delle supposizioni che fa Scanzi, in fondo la sua è appunto una “risposta”all’articolo di Scanzi. Luttazzi ricorda al sedicente giornalista che la diminuzione della satira in TV è causata soprattutto da una censura strisciante, a questioni strategiche (in senso politico) e al fatto che in Italia la TV ha un ruolo ancora dominante rispetto ad altri paesi nei quali la satira ha trovato altri spazi e luoghi (molto seguiti) per esprimersi: un esempio su tutti è la rivista satirica (digitale) The Onion. Ma cosa più importante, Luttazzi scrive: “non fai satira per accontentare il tuo pubblico naturale: il pubblico naturale non esiste, e la satira non è consolazione. Inoltre, l’unico nemico della satira è il potere, di cui i bersagli non sono che incarnazioni. Ieri si faceva satira su politica, sesso, religione e morte; e oggi pure. Il problema ce l’ha solo chi si serve della satira per fini partitici, cioè di propaganda”.  E qui non serve alcuna spiegazione…

È la prima volta che vengo usato come un predellino da satirici un po’ in disgrazia, ma tutto sommato non è male

Come si può notare, Scanzi persevera nel suo (pre)giudizio che, come scrive perfettamente Luttazzi, ricorda lo stile del necrologio. La stupidità delle valutazioni di Scanzi sta nel credere che l’artista si una sorta di prodotto commerciale e che debba essere giudicato solo in base alla sua visibilità o peggio dal numero di follower che ha su twitter. Ogni cosa nell’universo ha un principiò, un’evoluzione/crescita e una declino seguito dalla morte. Ma paradossalmente proprio l’artista, e più in generale l’arte, sono l’unica “cosa” davvero immortali, eterne. I greci già migliaia di anni fa capirono che per conferire l’immortalità ai loro eroi serviva il racconto, qualcosa che potesse tramandare, ma purtroppo non avevano il cinema. Oggi l’artista è immortale. Totò, Chaplin e tutti gli atri non sono morti. Basta entrare in una sala cinematografica o visionare un DVD ed ecco che come per magia ritornano a vivere.  La loro smateriallizzazione li sottrae dai vincoli e dai limiti delle leggi naturali conferendo loro eternità e immutabilità.  Scrivere “Benigni quel che resta di lui” e affermare che un artista sia in declino solo perchè  la pensa in maniera differente o come è “giusto” (secondo Scanzi) è ridicolo, infanitile . E Scanzi questo giochetto l’ha fatto con molti: Bruce Springsteen (genio ma colpevole di essere diventato Obamiano) , David Bowie (“più commerciale che ispirato, malato di bulimia sessuale, furbetto, ribelle e al contempo modaiolo”). Nel suo articolo “Che poco di Bono” (misteriosamente scomparso dal Fatto Quotidiano on-line) Scanzi, fra le tante stupidaggini, scrive:“Esistono fuochi indimenticabili, mai però eterni. Prima o poi si spengono. E l’incendiario diventa pompiere. Nessuno, nella musica, incarna questa involuzione piccolo borghese come Bono Vox. Cosa è successo al leader degli U2, alla voce salva degli Anni Ottanta? Dov’è finito il divo tascabile che si tuffava sul pubblico al Live Aid, cantando di domeniche sanguinose e Martin Luther King, desaparecidos e strade senza nome?” Insomma, a noi pare che Luttazzi abbia colto nel segno facendo un ritratto perfetto dello stile Scanziano, specie con la bella e azzeccata metafora del treno e dei vagoni.

lo preferivo quando andava in fissa per Martina Colombari a Barracuda.

Classica offesa gratuita da scolaresca e fuori contesto. E poi quello rancoroso e Luttazzi…

Con consueta hybris, scrive che artisti come Gaber “non hanno alcun bisogno della sua commemorazione commossa”. Cioè: lo decide lui cosa sia lecito e cosa no. Accidenti: quest’uomo ha un ego addirittura superiore al mio.

Luttazzi non ha detto che Scanzi non può scrivere, fare spettacoli utilizzando la fama altrui o giudicare gli altri ma ha solo criticato il metodo ingenuo, stupido e poco professionale perchè poco obbiettivo – qualità che dovrebbe caratterizzare e distinguere un giornalista.

Chiuso nel bunker, Daniele ha forse perso qualche passaggio. Parlando di Benigni, sostiene che solo io ritenga che il referendum “sfasci la Costituzione”. Gli consiglio, tra i tanti, la lettura di Zagrebelsky o Pace. Appena più rilevanti, come costituzionalisti, di tal Daniele Fabbri.

Luttazzi in realtà ha legittimamente criticato il pretestuoso collegamento (a scopo propagandistico) fra una dichiarazione di voto e il prestigio e la carriera (giudicata in declino), di un artista al cui confronto Scanzi non vale nemmeno una pustola del sedere.

Sulla satira Daniele ha sempre avutole idee chiarissime:la satira,in Italia, solo lui. Crozza? “Umpf, lui fa sfottò ”. Sabina? “Naa aa ”. Corrado? “Bravino, però pigro”. Benigni? “Figuriamoci”.

Questi giudizi virgolettati non risultano nell’articolo di Luttazzi e non li abbiamo trovati da nessuna parte.  Mah…

Avendo avuto il merito di crescere un pubblico tanto attento quanto esigente, larga parte di quello stesso pubblico non può perdonarlo, perché si è sentita tradita dalla persona che meno di tutti poteva permetterselo. E ora, anche se mai lo ammetterà, Daniele ha terrore che quel pubblico non ci sia più.

Ennesima estrema unzione che però non trova riscontro nella realtà. Scanzi parla di pubblico (come se lo conoscesse) e di teatro, ma anche in questo caso avrebbe fatto meglio a evitare perchè lui se lo sogna il successo di Luttazzi. Gli spettacoli teatrali di Scanzi, che definire tali è un grande complimento, a stento avrebbero avuto amici e parenti come spettatori se Scanzi non avesse utilizzato/sfruttato la notorietà e il genio di grandi artisti come Gaber e De Andrè.  Spettacoli che in sostanza erano semplici percorsi storico artistici, alquanto didascalici, inframezzati da commenti e/o esibizioni. Il momenti migliori erano quando apparivano gli artisti scomparsi e si materializzavano trasmessi dal proiettore. Gli spettacoli di Luttazzi sono tutt’altra cosa, altra caratura, altra qualità. Per non parlare della carriera eclettica a poliedrica di Luttazzi. E per quanto riguarda la coerenza, per coloro che amano gli aneddoti ricordiamo l’episodio giovanile dove Luttazzi rifiuta di discutere la tesi in medicina per protesta contro il baronato universitario – cosa che, specie oggi, pochi avrebbero il coraggio/follia di fare.

Caro Daniele, smettila di frignare, scegli ossessioni migliori del sottoscritto, ritrova la tua lucidità antica. Sii meno noioso (e prolisso). E muoviti a tornare a teatro. Ce n’è bisogno.

Ora, se noi fossimo bravi e capaci come Daniele Luttazzi probabilmente riusciremmo a rispondere in modo arguto, ironico e irriverente. Ma dato che siamo “quelli del Fango Quotidiano” rispondiamo con l’unica frase che ci sorge spontanea:  “Ma vaffanculo Scanzi, con tutto il cuore”

Risposte rapide ai trolls anti-luttazzi che, come Scanzi, riciclano sempre le balle del killeraggio 2010

Luttazzi ha plagiato e ha perso ogni credibilità. FALSO. Il prestigio di Luttazzi è intatto. Sei rimasto anche tu al 2010 e ricicli le balle che furono diffuse in rete per l’occasione. Siamo nel 2016 e quelle balle sono tutte smontate con fatti nel terzo link in coda alla replica di Luttazzi. Dal 2010 a oggi sono accadute tre novità in proposito. 1) sentenza 2012, Luttazzi non plagiò Hicks 2) uno dei responsabili del killeraggio 2010 ha confessato che raccontarono la storia a metà e ha chiesto scusa a Luttazzi 3) uno studio universitario conferma che quelli di Luttazzi non sono plagi. E’ riassunto tutto nel link. C’è anche l’analisi di come quel video è stato montato ad arte per diffamare. Prima di accusare secondo pregiudizi, meglio approfondire.

Luttazzi stesso ha detto che plagia. FALSO. Ha detto che copia, non che plagia. E’ un copiare artistico ed è lecito. Nessuno lo ha querelato. E Luttazzi ne spiegò motivazioni e tecniche apertamente, molto prima che qualcuno ci marciasse contando sull’ignoranza di chi non se ne intende. Infatti i competenti scrivono che è un’arte satirica piena di novità. E’ il secondo link in coda alla replica di Luttazzi. E se guardi il link sull’analisi dei joke, troverai esempi di come tutti i comici famosi usano il metodo che usa Luttazzi.

Luttazzi non disse che copiava. FALSO. Luttazzi parlò del suo copiare MOLTO PRIMA del famoso scoop, nel suo blog, nei suoi libri e nelle sue interviste. Ma durante il killeraggio del 2010 blogger e giornalisti evitarono accuratamente di ricordarlo. Quelli di Luttazzi sono esperimenti di linguistica e retorica sulla comicità. Fece pure un paragone col jazz. Puoi accusare un jazzista di plagio se sul palco interpreta a modo suo un pezzo del passato che nell’ambiente è conosciuto, e solo perché hai saputo da un anonimo che il pezzo non è suo?

La filologia spetta ai critici, non agli artisti. La citazione artistica non va dichiarata. A differenza di quella scientifica. Esempi: Tarantino, Woody Allen, Dario Fo, Monicelli, Mozart, Shakespeare, Nabokov. Cioè i più grandi lavorano così. Qui si incolpa Luttazzi di conoscere e praticare arte. Ha ragione: studiate. Mentre Scanzi dice: “Studia di meno”. Un giornalista che scrive una cosa così è irrecuperabile.

Luttazzi è stato smascherato e il plagio è evidentissimo. FALSO. Nessuno “ha scoperto” nulla che Luttazzi non avesse già raccontato nel blog (dove il capitolo era segnalato addirittura in homepage! Dal 2005!) e nei suoi libri, ad esempio “Lepidezze postribolari” (2007). Trovi i dettagli nel terzo link in coda alla replica di Luttazzi. Sono tre giorni che continui a riciclare le balle del 2010, maverick. Sono scadute. Non passi più. Il plagio è “evidentissimo” solo per chi non è competente. Chi è competente scrive un saggio dove illustra la novità dell’arte di Luttazzi. E’ il secondo link. Continuare a ripetere le balle del 2010 non le fa diventare vere.

Non si plagia: vanno pagati i diritti d’autore, c’è il copyright. Come tanti che non se intendono, confondi plagio, diritti d’autore e copyright. Sono cose diverse. Informati meglio, invece di dire corbellerie. La materia richiede competenze legali e letterarie, per fortuna non bastano i pregiudizi dei blogger. E se Luttazzi avesse infranto un copyright, le richieste di risarcimento sarebbero fioccate. All’estero non scherzano, quando c’è materia. Ne sa qualcosa la scrittrice italiana che plagiò Nabokov. Invece nessuno -comici viventi o fondazioni- l’ha fatto con Luttazzi, nonostante qualcuno li abbia gentilmente informati. Direi che Luttazzi sa il fatto suo. Come confermano sentenze di tribunale e studiosi.

Non si copia: è proibito anche a scuola. Fai la solita confusione. Copiare a scuola è come copiare in campo scientifico: è proibito. Il copiare artistico invece è la tecnica dell’arte. L’originalità è un pregiudizio romantico superato da più di un secolo. Evitate di mostrarvi così ignoranti, lo dico per voi. Guardate il link sull’arte della citazione in coda alla replica di Luttazzi.

Luttazzi copiò il gag di annusare le mutandine della Falchi da Letterman. Luttazzi ha spiegato che aveva preso spunto da Letterman, al cui show Madonna si era già tolta gli slip nove anni prima di Anna Falchi: “ma Letterman non le aveva annusate, né avrebbe mai potuto farlo. Era il mio tocco, una variazione sul tema: il pane quotidiano dell’arte comica.”

Fa bene Scanzi ad accusare Luttazzi di plagio. Nient’affatto. Non solo non è plagio, ma Scanzi è un ipocrita:

La Moratti è l’idea che una parrucchiera ha di un ministro (Luttazzi 2005)
Dolcenera è l’idea che i Puffi hanno di Morgan (Scanzi, 2012)

There were four million people in the Colonies and we had Jefferson and Franklin. Now we have over 200 million and the two top guys are Clinton and Dole. What can you draw from this? Darwin was wrong! (Mort Sahl, 1996)
Gasparri, lei è la prova che Darwin aveva torto. (Scanzi, 2015)

Luttazzi scappò a gambe levate dalle Iene. FALSO. Luttazzi rifiutò un abuso. Le interviste vanno chieste, non imposte. Un’intervista imposta è un interrogatorio. Le Iene non hanno alcun diritto di imporre interrogatori a chi non consente: è un reato chiamato “violenza privata”. Le Iene volevano imporre il frame diffamatorio “ti hanno smascherato, adesso difenditi“: un falso, poiché nessuno ha smascherato cose che Luttazzi non avesse già dichiarato in libri e interviste. Bene ha fatto quindi Luttazzi ad andarsene. E non se l’è data a gambe: ha preso la bici e se n’è andato. Molto lentamente, con la Di Cioccio che continuava a insistere senza averne alcun diritto. Apprezzo anche che Luttazzi non l’abbia querelata: la Di Cioccio era solo una pedina di Davide Parenti, il mandante.
Luttazzi non era certo tenuto a offrirsi allo sberleffo di un programma tv di Berlusconi, che cacciò Luttazzi dalla Rai stroncandogli la carriera.

Scanzi ha massacrato Luttazzi. FALSO. La replica di Scanzi è solo un lunghissimo argomento ad hominem che evita di replicare nel merito e va avanti a sfottò. E’ la dimostrazione che Luttazzi ha ragione.

Come fa Luttazzi a sostenere che il referendum non sfascia la Costituzione?  Lo dice pure Zagrelbeski. Ma Luttazzi non dice che per lui non c’è lo sfascio; dice che per Benigni non c’è, e quindi quella di Scanzi è una petizione di principio. Non puoi usare un’ipotesi fatta da te per giudicare negativamente un artista. E’ questo il salto logico di cui parla Luttazzi.

Luttazzi dovrebbe tornare a teatro, se non è un codardo. Star fuori perché non vuole censure è codardia? Guarda che Luttazzi sta difendendo un tuo diritto. Che forse non meriti, visto quello che scrivi. Perché poi “dovrebbe”? Luttazzi è un genio della satira, del suo futuro può farne ciò che vuole.

Ritirarsi nel privato è una fuga. Fuga? Luttazzi in questi ultimi cinque anni ha scritto una graphic novel e due libroni satirici di 600 pagine l’uno. Dov’è la fuga? L’arte è una fuga?

Luttazzi potrebbe tornare in tv. Perché non accetta le clausole legali dei contratti? Ci sono anche nell’editoria. Cambia solo il mezzo. FALSO. Il controllo dell’avvocato (editoria) verte sulla liceità giuridica dei contenuti. Il controllo tv denunciato da Luttazzi invece verte sulla censura di legittime opinioni. C’è una bella differenza. Luttazzi difende un tuo diritto. Che ti hanno tolto. Le condizioni poste da Luttazzi si chiamano democrazia. Solo in Italia esprimere le proprie opinioni è considerato inaccettabile: da quelli come te.

Perché Crozza può stare in tv e Luttazzi no? Perché quella di Crozza è una satira a base di caricature, che sono buffonesche, pungenti ma non bombe atomiche alla Luttazzi, e perché non fanno memoria dei reati dei politici. E perché Crozza è del PD, quindi ha una protezione politica che Luttazzi non ha e non vuole; e perché quando serve, Crozza fa propaganda partitica. E perché, infine, Crozza ha firmato un contratto che permette a La7 di intervenire sul materiale. Se Crozza fa una caricatura di Gasparri, Gasparri ride. Se Luttazzi fa una battuta su Gasparri, Gasparri non ride. Se la Carfagna interrompe Crozza, Crozza si impappina e non sa più che dire. Se la Carfagna interrompe Luttazzi, Luttazzi se la magna.

Non tornare in tv, Luttazzi. La tv fa schifo. Non è un caso che in tv Scanzi sia praticamente onnipresente.

Cosa c’entra la politica con l’arte? L’arte non deve fare politica. Amico caro, ti manca qualche pezzo su cosa sia la politica. Quello che mangi è politica. Il tuo modo di vestire è politica. Il tuo linguaggio è politica. E se tu ritieni che non lo sia, stai sicuro che c’è chi vi lavora per mantenerti in questa illusione. Politica è tutto quello che costruisce il tuo modo di vedere il mondo, le tue opinioni, le tue reazioni alla realtà. La tua visione dell’arte mi sembra limitata quasi più che quella della politica. Guardati “Uccellacci e uccellini” di Pasolini, e poi ne riparliamo di arte e politica, ok? Saluti

Luttazzi accusava Benigni di copiargli le battute. FALSO. Luttazzi dice: “Se Benigni mi ha copiato la battuta, l’avrà considerata degna del suo genio.” Non c’è accusa, anzi. Lo stesso con Grillo. Ascolta la conferenza di Trieste del 2004. Lì Luttazzi parla anche della battuta di Bonolis. Potrai sentire finalmente in che termini, che non sono quelli diffusi dai detrattori di Luttazzi. E’ sul blog Panopticon.

Non è un controsenso che Luttazzi voglia andare in tv, che è un centro di potere? Non è un controsenso, se stavi in tv con grande successo e ti hanno cacciato per motivi politici stroncandoti la carriera. Luttazzi difende il tuo diritto ad ascoltare satira libera. Non te la meriti.

Luttazzi è eccessivo, la satira deve avere limiti. FALSO. Un limite alla libertà di espressione non va dato affatto. Si chiama democrazia.

Luttazzi, torna!  Prima però chiedi scusa, ammetti che hai plagiato. Perché dovrebbe ammettere una cosa non vera? Per accontentare i pregiudizi di chi non è ben informato?

Le spiegazioni di Luttazzi sono supercazzole.  FALSO. Supercazzola è una petizione di principio. Replica nel merito. C’è un testo specialistico che spiega la novità della satira di Luttazzi. E’ il quarto link in coda alla sua replica. Prova a replicare, dimostra che sei competente in materia.

Il materiale pro-Luttazzi è parziale, non obiettivo e probabilmente creato dal suo entourage. FALSO. Definirlo “parziale non obiettivo e probabilmente creato da” non replica nel merito. Dentro c’è anche il link a un saggio accademico pubblicato dalla rivista specialistica Cultus. E’ creato dall’entourage anch’esso? Hai altri testi accademici che sostengano quello che dici tu? Con le illazioni non vai lontano.

Luttazzi è volgare, la sua satira è a base di schifezze, mangia la merda. FALSO. L’accusa di cattivo gusto, da sempre, è il pretesto principe per censurare la satira. Purtroppo per te, la satira è un’arte che comprende anche tutte le cose che a te fanno schifo. Mai letto Rabelais? Mangiare la cacca è un topos della satira di tutti i tempi. La satira può non piacere, ma non si può pretendere che sia un’altra cosa.

Perché Luttazzi ha scritto queste cose? Esprime le sue opinioni. Tu esprimi le tue, vediamo chi ne sa di più. Si chiama argomentare. I motivi di Luttazzi mi sembrano chiari. Non c’è bisogno di dietrologie che lasciano il tempo che trovano. Usare la dietrologia per dare un giudizio sulle intenzioni è assurdo, non essendoci prove a sostegno.

Luttazzi sostiene le stesse cose che sostiene Scanzi. FALSO. Scanzi ha forse detto che Grillo non può spacciare per satira la propaganda partitica? Dove?

Perché continuate a mettere quel link? Replichiamo alle accuse infondate indirizzando a un link che le smonta con fatti. Perché ti scoccia così tanto? Se hai fatti con cui controbattere, fallo.

Dì la verità: tu sei Daniele. FALSO. Ogni volta che uno difende Luttazzi con fatti, qualcuno replica “allora sei Luttazzi”. E’ anche questo un argomento ad hominem. Devi replicare nel merito, non attaccare me, che non c’entro.

Luttazzi ha mangiato nelle tv di Berlusconi, poi passò in Rai e lo attaccò. Non è una mente indipendente. FALSO. Il tuo è revisionismo storico. Luttazzi ha svelato in tv fatti del processo Dell’Utri appena sono emersi. Era il 2001. Poteva mettere la testa sotto la sabbia e avrebbe continuato a guadagnare milioni sulle reti berlusconiane come buona parte dei suoi colleghi di sinistra. Luttazzi ha dimostrato un’integrità eccezionale e gliel’hanno fatta pagare con l’editto bulgaro: 20 anni di carriera tv azzerati. Quindi sì, direi che Luttazzi ha dimostrato di essere una mente indipendente.

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