Luca Bottura copia!

 

Luca Bottura, uno dei più accesi protagonisti della campagna diffamatoria “Luttazzi copia”, quando scriveva i testi per Gene Gnocchi copiava  spudoratamente da… Luttazzi!  Piccolo campionario delle prodezze dell’ipocrita, smemorato Bottura:

Il dottor Zimmer, chiamato in tribunale, ammette che l’inseminazione che ha praticato su Dalia non era poi così artificiale. (Luttazzi, Cosmico!, 1998)

Il medico Antinori scoperto mentre insemina una pecora non artificialmente. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, aprile 2005)

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Nessun uomo è un’isola, ma Giuliano Ferrara ci va vicino. (Luttazzi, Adenoidi, 1995)

Giampiero Galeazzi annuncia che prenderà parte all’Isola dei Famosi 3. In qualità di isola. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, maggio 2005)

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Secondo la dott. Alice Hitler (…) (Luttazzi, Sesso con Luttazzi, 1994)

Successo alle elezioni tedesche del partito “Alternativa Nazional-Sociale guidato da Alessandra Hitler. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, maggio 2005)

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E’ iniziato ieri – e terminerà prima della prossima Pasqua – il restauro di Valentino, il sarto più famoso del mondo. (Luttazzi, La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l’acne, 2003)

Il governo nega i fondi per il restauro di Furio Colombo. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, maggio 2005)

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Un ragazzo era in coma da tre mesi. Gli hanno fatto ascoltare un LP di luca Barbarossa. E il coma s’è approfondito. (Luttazzi, Adenoidi, 1995)

Un bimbo di Lecco esce dal coma ascoltando la voce di Shevchenko, ma rientra subito in coma ascoltando una canzone del nuovo album di Francesco De Gregori. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, maggio 2005)

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La settimana scorsa i dipendenti delle Poste hanno incrociato le braccia per 24 ore. Nessuno s’è accorto della differenza. (Luttazzi, Tabloid, 1997)

Auro Bulbarelli si addormenta durante una telecronaca del Tour de France ma nessuno nota la differenza. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, luglio 2005)

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Bologna, Motorshow. Moltissime le novità. Fra le più apprezzate la nuova Audi 9000. E’ sicurissima. Se hai un incidente, al posto dell’airbag esce Sabrina Ferilli. (Luttazzi, Cosmico!, 1998)

Pubblicate le graduatorie dei crash-test. Vincono il premio sicurezza nel frontale Renault, Fiat e la Cucinotta. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, novembre 2005)

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Arezzo. Arrestato per errore Licio Gelli. I carabinieri credevano fosse Licio Gelli. (Luttazzi, Tabloid, 1997)

Roma: un folle scambia Massimo Giletti per Massimo Giletti e gli procura blande contusioni. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, dicembre 2005)

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Ieri al Qaeda ha rivendicato la messa in onda di Domenica In. (Luttazzi, La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l’acne, 2003)

Al Qaeda rivendica un mancato attacco all’Italia: progettavano di rimandare in onda Alice di Anna La Rosa su Rai Due. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, dicembre 2005)

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Un ragazzo era in coma. Gli hanno fatto ascoltare per 8 ore una cassetta con la voce di Berlusconi. Il ragazzo s’è svegliato dal coma. Per picchiare chi aveva messo su la cassetta. (Luttazzi, Tabloid, 1997)

Un giovane di Treviso esce dal coma ascoltando la voce di Umberto Broccoli, poi lo va a trovare e lo riempie di mazzate. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, febbraio 2006)

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Non credo a Nostradamus. Che razza di indovino è uno che non ha saputo prevedere la macarena? (Luttazzi, Satyricon, 2001)

Nuovo colpo alla credibilità di Nostradamus: non aveva previsto l’iPod nano. (Luca Bottura per Gene Gnocchi, Max, marzo 2006)

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Finita la collaborazione con Gnocchi, Bottura continua a copiare Luttazzi su Twitter :

Il meno preoccupato di tutti mi sembra Saddam Hussein. E’ un dittatore pieno di furberie e fa quello che vuole. Gli unici problemi glieli dà suo fratello, Paolo Hussein. (Luttazzi, La castrazione e altri metodi infallibili per prevenire l’acne, 2003)

Arrestata la figlia di Mangano: Marina Mangano. (Bottura, 24/9/2013)

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E’ d’accordo con me l’87 per cento degli studenti. L’87 per cento! Quasi la metà. (Luttazzi, Cosmico!, 1997)

Primarie della Lega: Bossi sotto il venti per cento. Il Trota: “Beh, è comunque più della metà!”  (Bottura, 8/12/2013)

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(Lungo elenco di accuse contro Andreotti) La contromossa? Categorica smentita di Andreotti: “Non sono Andreotti.” (Luttazzi, Tabloid, 1997)

Effetto Renzi. Franceschini: “Mai stato Franceschini.” (Bottura, 2/9/2013)

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Nel calcio scoppia lo scandalo Moggi. Appena scoperto, Moggi dichiarò: “Lascio il calcio. Mi hanno ucciso l’anima.” Gli juventini sconvolti: “Moggi aveva un’anima?” (Luttazzi, Barracuda, 2007)

Michelle Bonev sul suo blog: “La Pascale è lesbica. La storia con Silvio è un bluff e lo ricatta.” Sono basito: davvero la Bonev ha un blog? (Bottura, 10/10/2013)

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Papa Woytila si è completamente ristabilito dopo l’operazione della settimana scorsa. Il prossimo anno farà di nuovo il giro intorno al mondo. Aprirà i concerti di Prince. (Luttazzi, Tabloid, 1997)

Oggi l’ultimo funerale di Mandela in Sud Africa. Da domani via al tour mondiale coi Rolling Stones. (Bottura, 15/12/2013)

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Notizie dal futuro. Il Parlamento raggiunge un accordo sulla riforma dello Stato sociale. Le pensioni non saranno toccate, ma il termine “Previdenza sociale” verrà cambiato in “Prenditi il tuo cazzo di assegno e sparisci, vecchio rincoglionito piscialetto”. (Luttazzi, Tabloid, 1997)

Se la qualità del servizio su Italo scende ancora un po’, presto il cenno di benvenuto sarà: “Sali, pirla!” (Bottura, 4/1/2014)

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Il ministro degli Esteri Lamberto Dini si è recato in Medio Oriente, come se quelli non avessero già abbastanza problemi per conto loro. (Luttazzi, Tabloid, 1997)

Fini su Twitter manda un pensiero ai marò. I marò: “Lascia stare ché stiamo già abbastanza inguaiati”. (Bottura, 4/11/2013)

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Avete visto in tv la pubblicità governativa contro l’extasy? Vasco Rossi in primo piano che dice: “Ragazzi, smettete di prendere le pasticche di extasy.” Ho pensato: “Cazzo, le vuole tutte per sé!” (Luttazzi, Barracuda, 2007)

Letta: “Gli italiani non abbocchino a Berlusconi.” Il PD vuole ancora l’amo tutto per sé. (Bottura, 29/9/2013)

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Qui invece Bottura pesca altrove:

Another scandal hit the White House today. A report found that the government has been secretly collecting the phone records of Verizon customers. I knew something was up when I said, “You hang up first.” Then my wife said, “No, YOU hang up first!” Then Obama said, “Uh, how about you just hang up at the same time?” (Jimmy Fallon, 6/6/2013)

Ero al telefono con un amico e gli chiedevo: “Ma secondo te davvero USA e GB spiano anche noi?” Si è sovrapposto Obama: “Assolutamente no!” (Bottura, 28/8/2013)

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CPAC Convention Line Up is the Star Wars Bar. (Bill Maher, 30/3/2013)

#laGabbia. Emiliano, la Ravetto, Giulietto Chiesa e Adinolfi: non è un dibattito, è il bar di Guerre Stellari. (Bottura, 11/9/2013)

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Luca Bottura è affetto dalla sindrome di Salieri e il suo Mozart è Luttazzi. Gli risponde per le rime questo ottimo articolo pubblicato su Il Democritico. Aggiungo un esempio della malafede di Bottura: in un pezzo recente pubblicato sulla rivista il Mulino, Bottura scrive: “Berlusconi ha fatto di più: non solo s’è intestato gag di altri per colpire gli avversari (“Fini ha avuto un parente caduto ad Auschwitz. Cadde da una torretta”: era del comico statunitense Jay Leno, poi tradotto a sua insaputa da Daniele Luttazzi)”. Pur di dare a Luttazzi del copione, Bottura TAROCCA i fatti: Jay Leno disse quella battuta due anni DOPO Luttazzi, per parlare di Buchanan. Berlusconi aveva copiato Luttazzi, non Jay Leno, ma in questo modo Bottura può insinuare di nuovo la calunnia del Luttazzi plagiatore. Ecco chi è il giornalista Bottura.

Bottura poi aggiunge mascalzonata a mascalzonata quando scrive “tradotto a sua insaputa da Daniele Luttazzi”. Luttazzi pratica intenzionalmente l’intertestualità, altro che “a sua insaputa”, e sul suo blog spiega dal 2005 perché e per come. “Lo faccio apposta, come ho scritto nel blog anni prima di ogni presunto scoop, e questo ennesimo attacco dimostra la necessità dello stratagemma: pensarmi inconsapevole è forse il maggior torto di tutta la baldraccata.” (Luttazzi 2010)

Da tre anni, Bottura e altri finti tonti continuano a ripetere domande che accusano Luttazzi di plagio (vedi dibattito sulla satira al blogfest 2013)  come se Luttazzi non avesse già risposto nel 2010. Una cosa che Luttazzi aveva previsto: “Il metodo dei diffamatori è non sentir ragioni e ripetere la litania: sanno che chi è sveglio, dopo un po’ comunque si stufa e gli lascia campo libero, mentre la calunnia è un gas che intontisce gli sprovveduti con facilità.” (Luttazzi 2010) Questo blog aggiornato smonta TUTTE le balle raccontate per diffamare Luttazzi.

E ora la parte finale del pregevole articolo de Il Democritico:

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Il giudizio storico applicato al valore della satira

La Storia renderà onore a chi lo merita, ma – purtroppo – troppo tardi.
Questo è vero, ma ci sono situazioni in cui, per una comunanza di giudizi nelle forme della popolarità e dell’autorevolezza alcuni personaggi ed alcune opere “passano alla Storia”, già nell’epoca loro contemporanea (e magari prima che muoiano i primi e che le seconde vengano scoperte solo postume).
Questo magnifico effetto può realizzarsi anche nel mondo della satira.
Si è detto che la popolarità non è indice di alta qualità, così come l’autorevolezza spesso sia autoreferenziale: ma se i due giudizi portano agli stessi risultati, allora si potrà farvi maggiore affidamento. Con un’accortezza: quella di saper distinguere le “mode” da ciò che ha un valore storico. 
Il che si può ottenere mediante la ripetizione del giudizio a distanza di qualche anno.
Un indice importante del valore storico di un’opera o di un suo autore si manifesta quando questi abbiano lasciato una traccia indelebile nel proprio ambiente. Un po’ come dire che non si può iniziare un pamphlet senza citare Montesquieu e Rousseau. Voglio dire, senza citare qualcuno che parli francese.
Il che, con riferimento all’ambito satirico si può riassumere in questo esempio:
Immagine 1

PARTE TERZA: IL CASUS BOTTURI ANCHE NOTO COME DEI LIMITI DELLA SATIRAIl livello dell’opera satirica italiana – perlomeno quella diffusa dai mass media – è piuttosto scadente. Anche quando sono presenti autori chiaramente capaci e meritevoli, subiscono molto spesso censure o altre forme di amputazione della loro arte, che ne deprime il risultato finale.
Ma la vera tenia della satira italiana è data da quell’insieme di autori che hanno da tempo passato la loro golden age ma che, anziché restare coerenti con la loro arte, preferiscono adagiarsi sugli allori o su altre spezie. Accettando compromessi anche fortemente limitativi e che, forse scoraggiati dal muro di gomma dei limiti imposti, forse per semplice inedia, privilegiano la quantità dell’opera (conveniente anche in termini di ritorno economico) rispetto alla qualità della stessa. Questi soggetti si adagiano al senso comune, rinnegando implicitamente l’intento satirico che – invece – quel senso comune lo porta all’assurdo per mostrarne i limiti.
(Una questione a sé è quella dei pretesi satiri che, invece, ribaltano il fine con il mezzo: si potrebbe dire che la loro opera “ridet castigando mores”. Nemmeno questa è satira, ma tutto ciò costituisce un nuovo argomento, troppo ampio per la mia vista corta; avrei dovuto guardar sempre più vicino a me).
Il problema peggiore è quando costoro non solo si arrogano le palme di autori satirici, ma pretendono anche di esporre una propria superiorità morale rispetto a tutti. Insomma, il contrario di ciò che fa un autore satirico.Perché, vedete, un conto è mettere in mostra le pochezze dei costumi, delle tradizioni e del senso comune. Tutt’altro e affermare di essere moralmente superiori. La satira esprime un’etica ed ha un suo codice etico che le è connaturato. L’autore satirico non è meglio del suo bersaglio né finge di esserlo. Se lo fai, non sei un autore satirico, ma Savonarola.

Puoi anche chiamarla satira, ma se si arrampica sugli specchi è Bottura.

Hey, ma anche tu stai esprimendo un giudizio morale? Sì, ma io ho ragione.
Si scherza: ma il punto non è che non si possano esprimere giudizi morali. La satira, implicitamente, lo fa.
Il punto è non esprimere giudizi morali su se stessi paragonandosi ad altri.
Il giudizio, in quanto tale, deve venire da un soggetto esterno.
Altrimenti non è obiettivo. Per quanto possa essere obiettivo un giudizio eccetera eccetera.

Qualche giorno fa, guardando su youtube assieme a ben altre 12 persone (a far affidamento su quanto riportato dal sito stesso) un impegnativo dibattito sulla satira tenutosi al blogfest di Rimini, mi imbatto in una sequela di affermazioni disturbanti che possono riassumersi in questa domanda “chiave”:

Con che autorevolezza fai un libro in cui prendi il culo le magagne etico-morali di Berlusconi dopo che tu ti sei preso ore di repertorio da comici americani e le hai spacciate ai tuoi fan come se fossero tue? Secondo me non è giusto questo. 

A cui è stata data una risposta (una domanda retorica, ad essere pignoli) piuttosto calzante:

Ma sei sicuro che per fare satira devi essere superiore moralmente alla persona di cui ti occupi?

Si potrebbe chiuderla qui, perché il nucleo centrale della questione posta è già stato brillantemente messo a nudo.
Ma poiché si parla di una questione ormai ripetitiva e annosa (il famoso “non-caso Luttazzi”), riteniamo di volerla alquanto approfondire.

Smembriamo e confutiamo ogni porzione della questione:

1) Con che autorevolezza: se ci si riferisce all’autorevolezza satirica, beh, Luttazzi è sicuramente autorevole. Se ci si riferisce – come sembra – all’autorevolezza morale, la risposta è già stata data. L’autore satirico non vanta autorevolezza morale.

2) fai un libro in cui prendi per il culo le magagne etico-morali di Berlusconi dopo che tu…: questo è un classico argomento che mira a disorientare l’interlocutore. (*) Sposta l’attenzione dall’oggetto della valutazione. Come dire: non conta quello che dici ma conta chi lo dice.
Il punto è: lo hai letto quel libro? Sì? Allora giudica il libro.
No? Allora non puoi giudicarlo. No perché l’autore non è moralmente autorevole? Allora non hai capito niente.
E, fidati, la tua opera non è migliore perché tu hai una morale ineccepibile. (**)

3) dopo che tu ti sei preso ore di repertorio da comici americani e le hai spacciate ai tuoi fan come se fossero tue: quest’argomento è in parte dogmatico, in parte falso. In primo luogo, non è chiara quale sia l’accusa. Il repertorio di Luttazzi contiene ampie citazioni di noti autori americani. D’accordo. E allora? Queste citazioni sono immorali? E perché? Chi lo ha detto? L’arte è una continua citazione dell’arte pregressa. È in questo modo che l’arte avanza. (Nani sulle spalle di giganti). Potremmo, sul punto, citare Picasso, Monicelli o altri mostri sacri, ma non vogliamo correre il rischio di essere accusati di plagio.
Oppure l’accusa, invece, è che quelle citazioni siano state compiute in maniera abusiva? Se fosse vero, bisognerebbe dimostrarlo. E non servono a niente filmati montati da un gruppo di ragazzetti. In uno stato di diritto, per giudicare su questioni simili ci sono i giudici ed esiste il principio del contraddittorio. Nella vicenda di cui si parla, sono mancati entrambi. (***) Non è poi vero che Luttazzi abbia spacciato quelle battute “per sue”. Ha sempre affermato di essere imbevuto della comicità di oltreoceano e di aver inserito nella sua opera grandi omaggi a quegli autori.

4) Secondo me non è giusto questo: niente da dire, è una tua opinione. Ma evidenzia una supposta superiorità morale, che – però – è infondata. Se non altro perché anche all’autore in questione capita di citare, senza fare i nomi battute che appartengono alla cultura satirica (ma ve l’immaginereste uno spettacolo satirico in cui il comico si fermi ad ogni battuta per indicare i nomi degli autori originali come delle note a pie’ pagina? Sai che risate…).
Solo che, quando glielo fai notare, ha sempre la scusa pronta:

Immagine 2

Che è come dire: quando lo faccio io è “citare” quando lo fanno gli altri è “plagio”. Ritenta, sarai più fortunato. (****)

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(*) “Non puoi dare a Berlusconi del ladro se anche tu rubi” è un sofisma la cui falsità consiste in un paragone assurdo, quello fra i reati commessi da Berlusconi e il presunto reato che il sofisma attribuisce a Luttazzi (petizione di principio). E’ l’argomento usato dalla Fornario quando attaccò Luttazzi sull’Unità. Bottura qui sta plagiando l’argomento della Fornario!

(**) Bottura, come ogni ignorante, fa del moralismo, mentre Luttazzi divulga la lezione anti-moralistica, più intelligente, di Lenny Bruce: “Sono corrotto come il cardinal Spellman, ma è lui che vuol fare il cardinale“.

(***) Va ricordato che, a differenza di Saviano, in tribunale Luttazzi è sempre stato assolto dalle accuse di plagio: caso Tamaro (1994) e caso Decameron (2012). Entrambe le volte, i giornali di destra e di sinistra dedicarono pagine intere al “Luttazzi plagiatore”, riservando solo trafiletti agli esiti dei processi positivi per Luttazzi. “La satira vera si vede dalla reazione che suscita.” (Dario Fo)

(****) Bottura, che al blogfest ha parlato di “ore e ore di monologo plagiate”, qui parla di “mille battute plagiate”. Pura diffamazione: non sono ore, non sono mille, non sono plagi. Qui  una spiegazione tecnica del perché. “Un po’ di competenza non guasterebbe, per diffamazioni oltre una certa portata.” (Daniele Luttazzi)

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